La Provincia del 27 dicembre 2007
Villa Erba, un investimento che deve decollare
CERNOBBIO Villa Erba è stato il migliore investimento che Cernobbio abbia potuto fare, ma si deve fare in modo che il polo espositivo-congressuale abbia a ingranare quella marcia in più sollecitata, a giusta ragione, da diverse parti politiche e dagli stessi operatori, compresi quelli del commercio e del turismo.
Il giudizio, espresso davanti a un folto pubblico, porta la firma di Cesare Manfredi, già candidato sindaco nelle elezioni amministrative del 2003, per un paio d’anni consigliere di minoranza. Nonostante abbia lasciato l’aula di villa Bernasconi, Manfredi continua a interessarsi delle vicende cernobbiesi. L’ex consigliere, quanto a esperienze nel settore espositivo-congressuale, vanta ottime credenziali in quanto per diversi anni è stato presidente di Fiera Milano, artefice del rilancio della società approdata alla Borsa valori di Milano.
Manfredi, che ha partecipato all’incontro dibattito su «Il territorio, una risorsa limitata da salvaguardare e valorizzare», indetto dal Partito democratico nell’aula consiliare del municipio, introdotto da Carlo Bonetti, Eleonora Galli, Giovanni Lironi e Domenico Zumbé, nel momento in cui viene lamentato un calo dei giorni di effettiva apertura dei cancelli per l’accoglienza di manifestazioni, non ha esitato a affermare che «quello a suo tempo attuato è stato un ottimo investimento per il futuro non solo di Cernobbio, ma della stessa città di Como e del Lago ».
«Conta l’indotto che il polo è in grado di produrre a beneficio dell’economia lariana – ha detto Manfredi - e si tratta di valori ragguardevoli che mi sento di quantificare in 20-25 milioni di euro all’anno a condizione che le cose girino per il verso giusto. Teniamoci caro questo patrimonio, cerchiamo di conservarlo e di valorizzarlo».
«Nel 1985 - ricorda l’allora sindaco Enrico Lironi - gli eredi del conte Edoardo Visconti di Modrone – avevano deciso di vendere il compendio di Villa Erba con la villa antica e il parco, esteso fino al galoppatoio con esclusione di una fascia centrale dalla via Regina al lago tuttora appartenente all’altro ramo della famiglia, in capo alla nobildonna Uberta Visconti. C’era il rischio che la proprietà venisse acquistata da privati con chissà quali prospettive e di conseguenza ponemmo terreni e fabbricati in zona F di interesse sovracomunale, con conseguente blocco di qualsiasi velleità speculativa».
La villa non divenne un condominio come è accaduto per molte altre nobili dimore e furono gettate le basi per l’acquisto da parte pubblica.Concorsero al 25 per cento ciascuno provincia, camera di commercio e i comuni di Cernobbio e Como. Venne realizzato un polo rispettoso dell’ambiente e fu preservato nella sua integrità il galoppatoio. Il resto, con la costituzione della società per azioni che gestisce il bene pubblico, è storia recente.
E a tale riguardo, attraverso il capogruppo di «Governare per rinnovare » Domenico Zumbé, si inserisce la richiesta al sindaco Simona Saladini, finora rimasta senza esito, affinché il consigliere di amministrazione della Spa, Alessandro Clovis, appartenente a Forza Italia, lo stesso partito del sindaco, votato dalla maggioranza del consiglio comunale, venga a riferire in seduta pubblica sul numero delle giornate di apertura dei cancelli e sulle prospettive per il 2008. Tenuto conto del fatto che, stando alle preoccupate dichiarazioni delle minoranze consiliari cernobbiesi, il nuovo anno si aprirebbe con molte incognite.
Marco Luppi
Il giudizio, espresso davanti a un folto pubblico, porta la firma di Cesare Manfredi, già candidato sindaco nelle elezioni amministrative del 2003, per un paio d’anni consigliere di minoranza. Nonostante abbia lasciato l’aula di villa Bernasconi, Manfredi continua a interessarsi delle vicende cernobbiesi. L’ex consigliere, quanto a esperienze nel settore espositivo-congressuale, vanta ottime credenziali in quanto per diversi anni è stato presidente di Fiera Milano, artefice del rilancio della società approdata alla Borsa valori di Milano.
Manfredi, che ha partecipato all’incontro dibattito su «Il territorio, una risorsa limitata da salvaguardare e valorizzare», indetto dal Partito democratico nell’aula consiliare del municipio, introdotto da Carlo Bonetti, Eleonora Galli, Giovanni Lironi e Domenico Zumbé, nel momento in cui viene lamentato un calo dei giorni di effettiva apertura dei cancelli per l’accoglienza di manifestazioni, non ha esitato a affermare che «quello a suo tempo attuato è stato un ottimo investimento per il futuro non solo di Cernobbio, ma della stessa città di Como e del Lago ».
«Conta l’indotto che il polo è in grado di produrre a beneficio dell’economia lariana – ha detto Manfredi - e si tratta di valori ragguardevoli che mi sento di quantificare in 20-25 milioni di euro all’anno a condizione che le cose girino per il verso giusto. Teniamoci caro questo patrimonio, cerchiamo di conservarlo e di valorizzarlo».
«Nel 1985 - ricorda l’allora sindaco Enrico Lironi - gli eredi del conte Edoardo Visconti di Modrone – avevano deciso di vendere il compendio di Villa Erba con la villa antica e il parco, esteso fino al galoppatoio con esclusione di una fascia centrale dalla via Regina al lago tuttora appartenente all’altro ramo della famiglia, in capo alla nobildonna Uberta Visconti. C’era il rischio che la proprietà venisse acquistata da privati con chissà quali prospettive e di conseguenza ponemmo terreni e fabbricati in zona F di interesse sovracomunale, con conseguente blocco di qualsiasi velleità speculativa».
La villa non divenne un condominio come è accaduto per molte altre nobili dimore e furono gettate le basi per l’acquisto da parte pubblica.Concorsero al 25 per cento ciascuno provincia, camera di commercio e i comuni di Cernobbio e Como. Venne realizzato un polo rispettoso dell’ambiente e fu preservato nella sua integrità il galoppatoio. Il resto, con la costituzione della società per azioni che gestisce il bene pubblico, è storia recente.
E a tale riguardo, attraverso il capogruppo di «Governare per rinnovare » Domenico Zumbé, si inserisce la richiesta al sindaco Simona Saladini, finora rimasta senza esito, affinché il consigliere di amministrazione della Spa, Alessandro Clovis, appartenente a Forza Italia, lo stesso partito del sindaco, votato dalla maggioranza del consiglio comunale, venga a riferire in seduta pubblica sul numero delle giornate di apertura dei cancelli e sulle prospettive per il 2008. Tenuto conto del fatto che, stando alle preoccupate dichiarazioni delle minoranze consiliari cernobbiesi, il nuovo anno si aprirebbe con molte incognite.
Marco Luppi

