La Provincia del 6 gennaio 2008
Cernobbio Hotel Centrale
Cernobbio La famiglia Sampietro annuncia il proposito di dare vita a un progetto per potenziare la
ricettività Hotel Centrale più ampio, si prende la Soffitta Martini
CERNOBBIO Torna in primo piano, dopo vent'anni di oblio, il progetto di valorizzazione dell'area strategica attorno all'albergo Centrale un tre stelle con 19 camere, 23 letti, ristorante, giardino aperto sulla via Regina e una cantina caratteristica conservata nella sua integrità e utilizzata per l'accoglienza di una fascia di clientela che predilige il bello e l'antico. Il 31 dicembre, con la cessazione dell'attività della Soffitta Martini, gli immobili retrostanti l'albergo, estesi dalla via Regina alla via Plinio, in parte di proprietà dei soci della Soffitta e per una parte in capo a un altro titolare, sono stati interamente acquistati dalla famiglia Sampietro, delle omonime industrie tessili di Luisago (10 milioni di metri prodotti in un anno tra seta, fibre naturali e artificiali), già attiva nel settore turistico. Oltre al Centrale di Cernobbio, infatti, il gruppo Sampietro comprende due «quattro stelle», l'hotel Como in città e il nuovo Cruise Drive di Montano Lucino, all'uscita dall'autostrada. Interpellata sull'avvenuta compravendita, la famiglia Sampietro ha confermato l'operazione e ha annunciato il proposito di «dare corso a un sensibile incremento della recettività del Centrale con il proposito di offrire la migliore accoglienza mantenendo la classificazione a tre stelle. Progetti e programmi sono ancora da sviluppare in quanto al momento non c'è nulla di definitivo e nessuna proposta è stata presentata in municipio». L'operazione immobiliare ha tuttavia riportato alla luce il dossier dimenticato relativo a un concorso d'idee indetto dal comune verso la fine degli anni '80. La famiglia Sampietro dichiara «di non essere al corrente di questo fascicolo», ma a rispolverare le sopite memorie su un'iniziativa urbanistica d'elevata qualificazione per il futuro della Cernobbio turistica è Enrico Lironi, sindaco dal 1976 al 1988, artefice dell'acquisizione da parte degli enti pubblici dell'intero compendio di Villa Erba. Invitato a Cernobbio a parlare di valorizzazione del territorio nel corso di un incontro dibattito promosso dalla neo costituita sezione del Partito democratico, Lironi ha esordito con una dichiarazione d'intenti destinata a suscitare scalpore in vista dell'ormai prossima campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco.
«Sono qui a parlare di Cernobbio perché appartengo alla comunità - ha detto Lironi - e in considerazione del fatto che alla pubblica amministrazione ho dato le migliori energie, ma ritengo quella fase storicamente terminata. Mi stanno invece a cuore idee e progetti che purtroppo sono finiti in chissà dove».
Lironi, nel dettaglio, parla del concorso pubblico di idee per la riqualificazione della zona compresa tra piazza Mazzini, la chiesa del Redentore, la Strettoia e il Regina Olga con lo scopo di riqualificare l'albergo Centrale, valorizzare la Strettoia e dare giusta luce alla Casa Cattaneo, splendido esempio di architettura razionalista. «Era previsto anche un autosilo sotterraneo, invisibile, sotto il parco Besana di proprietà comunale - dice Lironi - e sarebbe pertanto opportuno riconsiderare i risultati del concorso vinto dallo studio Bordogna onde ridare un corretto assetto urbanistico alla zona. In tempi brevi ci si appresta a dare una nuova connotazione a una tra le zone di maggior pregio del centro cernobbiese, facciamo in modo che l'operazione immobiliare avvenga nel modo migliore, con ampia condivisione, evitando che i progetti vengano calati dall'alto».
Marco Luppi
CERNOBBIO Torna in primo piano, dopo vent'anni di oblio, il progetto di valorizzazione dell'area strategica attorno all'albergo Centrale un tre stelle con 19 camere, 23 letti, ristorante, giardino aperto sulla via Regina e una cantina caratteristica conservata nella sua integrità e utilizzata per l'accoglienza di una fascia di clientela che predilige il bello e l'antico. Il 31 dicembre, con la cessazione dell'attività della Soffitta Martini, gli immobili retrostanti l'albergo, estesi dalla via Regina alla via Plinio, in parte di proprietà dei soci della Soffitta e per una parte in capo a un altro titolare, sono stati interamente acquistati dalla famiglia Sampietro, delle omonime industrie tessili di Luisago (10 milioni di metri prodotti in un anno tra seta, fibre naturali e artificiali), già attiva nel settore turistico. Oltre al Centrale di Cernobbio, infatti, il gruppo Sampietro comprende due «quattro stelle», l'hotel Como in città e il nuovo Cruise Drive di Montano Lucino, all'uscita dall'autostrada. Interpellata sull'avvenuta compravendita, la famiglia Sampietro ha confermato l'operazione e ha annunciato il proposito di «dare corso a un sensibile incremento della recettività del Centrale con il proposito di offrire la migliore accoglienza mantenendo la classificazione a tre stelle. Progetti e programmi sono ancora da sviluppare in quanto al momento non c'è nulla di definitivo e nessuna proposta è stata presentata in municipio». L'operazione immobiliare ha tuttavia riportato alla luce il dossier dimenticato relativo a un concorso d'idee indetto dal comune verso la fine degli anni '80. La famiglia Sampietro dichiara «di non essere al corrente di questo fascicolo», ma a rispolverare le sopite memorie su un'iniziativa urbanistica d'elevata qualificazione per il futuro della Cernobbio turistica è Enrico Lironi, sindaco dal 1976 al 1988, artefice dell'acquisizione da parte degli enti pubblici dell'intero compendio di Villa Erba. Invitato a Cernobbio a parlare di valorizzazione del territorio nel corso di un incontro dibattito promosso dalla neo costituita sezione del Partito democratico, Lironi ha esordito con una dichiarazione d'intenti destinata a suscitare scalpore in vista dell'ormai prossima campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco.
«Sono qui a parlare di Cernobbio perché appartengo alla comunità - ha detto Lironi - e in considerazione del fatto che alla pubblica amministrazione ho dato le migliori energie, ma ritengo quella fase storicamente terminata. Mi stanno invece a cuore idee e progetti che purtroppo sono finiti in chissà dove».
Lironi, nel dettaglio, parla del concorso pubblico di idee per la riqualificazione della zona compresa tra piazza Mazzini, la chiesa del Redentore, la Strettoia e il Regina Olga con lo scopo di riqualificare l'albergo Centrale, valorizzare la Strettoia e dare giusta luce alla Casa Cattaneo, splendido esempio di architettura razionalista. «Era previsto anche un autosilo sotterraneo, invisibile, sotto il parco Besana di proprietà comunale - dice Lironi - e sarebbe pertanto opportuno riconsiderare i risultati del concorso vinto dallo studio Bordogna onde ridare un corretto assetto urbanistico alla zona. In tempi brevi ci si appresta a dare una nuova connotazione a una tra le zone di maggior pregio del centro cernobbiese, facciamo in modo che l'operazione immobiliare avvenga nel modo migliore, con ampia condivisione, evitando che i progetti vengano calati dall'alto».
Marco Luppi

